Essere travolti dall'amore per la Sardegna..capita anche agli scrittori inglesi:
una scrittrice inglese si innamora della Sardegna e scrive un romanzo interamente ambientato nell'isola.
Lei è Lexa Dudley, vive a Suffolk, Regno Unito con suo marito, due cani e due cavalli; ha 4 figli e 8 nipoti.
Arriva in Sardegna per caso, nel 1972:con suo marito aveva pianificato un viaggio in Corsica ma, avendo trovato tutto al completo, decide di venire in Sardegna, vicino a Pula.
E' l'inizio di un grande amore che porterà Lexa a tornare decine di volte nell'isola. Viene travolta da quell'incanto che spesso colpisce chi nasce in questa terra o spesso chi ci capita, anche per caso.
Il motivo che ha ispirito Lexa a scrivere un romanzo ambientato in Sardegna?
I sardi, la loro fedeltà e il forte legame che lega le persone in questa terra.
"Dicono che se diventi amico di un sardo quest'amicizia è per la vita e so che è vero" dice Lexa in un'intervista.
“They say if you make a friend of a Sard you have that friendship for life and I know that to be true.
The whispering wind parla di una storia d'amore ambientata in Sardegna, ha già vinto due premi nel 2014, ha ottime recensioni e.....non vediamo l'ora di leggerlo!!
http://www.thesardiniablog.co.uk/2014/08/author-lexa-dudley-interview/
http://www.insidesardinia.com/
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mercoledì 24 settembre 2014
martedì 23 settembre 2014
giovedì 18 settembre 2014
la Bandiera della Sardegna
Di origine medievale, è costituita dalla Croce di San Giorgio e da quattro teste di moro bendate sulla fronte. Ancora oggi non si ha una spiegazione certa a tutti gli effetti sulla sua origine. Quella più probabile è legata alla dominazione catalano-aragonese dell’Isola.
La tradizione spagnola la considera una creazione del Re Pietro I d’Aragaona che riconquistò gli alti Pirenei sconfiggendo, nella piana di Alcoraz (1096) di fronte alla città di Huesca (72 km da Saragozza), il re saraceno Abderramen. La vittoria sarebbe stata ottenuta grazie all'aiuto di San Giorgio (il cui stendardo era una croce rossa su sfondo bianco), il quale sarebbe intervenuto in favore degli aragonesi che cingevano d’assedio la città di Huesca, lasciando poi sul campo le quattro teste recise dei re saraceni (quattro mori). Le teste mozzate di quattro sovrani musulmani, con il turbante sulla fronte, furono poste dopo la battaglia sulla bandiera di San Giorgio e portate al re aragonese, divenendo parte dello stemma dell'Aragona.Alla fine del 1400, quando, sotto Ferdinando II d’Aragona, ed Isabella I di Castiglia, la Corona d’Aragona e il Regno di Castiglia si uniscono nel regno di Spagna, i Catalano-Aragonesi conservano per sé la bandiera con i quattro pali rossi in campo d’oro e cedono alla Sardegna quella dei 4 Mori con le bende sulla fronte e rivolti verso sinistra, ossia verso l’infenditura. I tratti somatici dei quattro mori diventano di tipo occidentale e manca del tutto la barba.
Con il passare del tempo, la bandiera con il simbolo dei 4 Mori si impone quindi in Sardegna venendo a sostituire il simbolo dei Sardi che combattevano contro l’invasione catalano-aragonese che era il “desdichado” ossia l’albero sradicato presente nella bandiera del Giudicato d’Arborea.
Con l’arrivo dei
Savoia (1720), ai 4 Mori si aggiunse “l’Aquila Sabauda portante una Croce
Bianca in Campo Rosso bordato di Azzurro”. Questa nuova veste fu inserita nel
tricolore, adottato da Carlo Alberto (1848) e lì rimase fino alla proclamazione
del Regno D’Italia (1861) la cui nascita poneva termine al Regno di Sardegna
dopo 567 anni d’esistenza. Nel
1950, lo stemma dei 4 Mori divenne il
simbolo della Regione Autonoma della Sardegna per voto del Consiglio Regionale.
Una legge regionale apposita nel 1999 portò, dopo studi approfonditi, a
cambiare la bandiera dei 4 Mori, riportando la benda sulla fronte dei mori che
sono significativamente rivolti verso destra, ossia in direzione opposta all’infenditura
ed hanno aperto gli occhi. Con questi cambiamenti si vuole mettere in evidenza
che i Sardi non devono più guardare e piangere il passato, ma pensare a
costruire un futuro migliore per l’Isola.
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