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lunedì 30 maggio 2016

Giovedi 2 Giugno-Sport, natura e cultura con le associazioni SensOrizzonte ASD e Inside Sardinia

Sport, natura e cultura con le associazioni SensOrizzonte ASD e Inside Sardinia.

Partenza dal centro storico di Laconi, per visitare questo autentico gioiello del Sarcidano, il parco urbano di Aymerich e i suoi tesori naturalistici, storici e culturali. Il cedro del Libano, il castello medievale, le cascate, le grotte sono alcuni elementi di interesse che troveremo lungo il cammino. Proseguiremo attraverso il perimetro di Su Lau verso punta Carradore dove si erge la statua di Sant'Ignazio, patrono di Laconi. L'itinerario è lineare e non presenta particolari difficoltà tecniche, grazie al fondo sempre regolare che lo rende un ottimo campo di allenamento per la camminata sportiva il nordic walking.
La giornata è arricchita dalla visita guidata al castello medievale e al museo Menhir Museum di Laconi, museo della statuaria preistorica in Sardegna.

Dati tecnici:
Lunghezza: 11 km
Dislivello: 200 m
Durata: 3 h
Terreno: sterrato, mulattiera

Equipaggiamento: scarpe da nordic walking o trail running o hiking/trekking, abbondante scorta di acqua (almeno 1,5 litri a persona), pranzo al sacco.

Partenza da Cagliari alle ore 8 con auto propria.
Attività riservata ai soci.

Associazione culturale Inside Sardinia: info@insidesardinia.com – cell. 348.46.60.283 (Laura)



martedì 6 ottobre 2015

Tortolì, sito archeologico S'Ortali e su Monti-The archaeological complex of S'Ortali e su Monti


Tortolì , sito archeologico S'Ortali e su Monti
Il complesso archeologico sorge su una collina di granito che domina una vasta pianura nel litorale del lido di Orrì a Tortolì.
Il sito comprende un nuraghe trilobato, un villaggio, due tombe di giganti, dell'età del Bronzo medio e recente (1400-1300 a.C) e un allineamento di menhir e una domus de janas appartenenti al preesistente insiediamento del neolitico. Appartengono allo stesso insediamento del neolitico la tomba ipogeica nel pressi della chiesa campestre di San Salvatoree diversi menhir abbandonati nello spiazzo della chiesa. La necropoli ipogeica di Monte Terli, nella collina antistante conferma la frequentazione della pianura e la vocazione agricola del territorio.
Durante l'età del Bronzo gli insediamenti abitativi si sposano sulle colline e sugli altopiani, denominati tacchi, che presidiano la linea di costa e l'entroterra collegato al territorio montagnoso. La costruzione del nuraghe de S'Ortali e Su Monti poteva garantire il controllo del territorio e gestire le risorse produttive della zona.
Tra la fine dell'età del Bronzo e la prima età del Ferro (1200-900 aC) fu potenziata l'attività produttiva nella pianura e le capanne attorno al nuraghe vennero utilizzate per conservare grandi quantità di graminacee. All'interno delle capanne sono stati trovati numerosi contenitori di grandi dimensioni per la conservazone di graminacee, macine, pestelli e un piano rialzato sopra il quale furono realizzati diversi piccoli silos cilindrici delimitati da muru e pareti isilate con argilla per coservare il racolto, e resti di semi di grano in buono stato di conservazione.
The archaeological complex of S'Ortali e su Monti
The archaeological complex stands on a hill of granite that dominates a plain ant tha coastal stretch of Orrì. It comprises a complex nuraghe, a village and 2 giant's tombs. The nuraghe settlement dates back to the middle and late Bronze Age (1400-1300 BC) and lies above the prevoius neolithic settlement, as can be seen by an underground burial chamber and some menhirs that are still upright. The underground burial chamber and some menhirs near the San Salvatore church belong to the same neolithic settlement. The underground burial chamber of Monte Terli, in front of the hill, is further proof that the locations was settled in ancient times becaus of the fertile plain.
During the bronze age the settlements moved to the hills and the plateaus, known as tacchi, which border the coastline and the hinterland connected to the mountainous area. The complex nuraghe S'Ortali e Su Monti could control the surrounding area and manage the plain's important productive resources. during the Final Bronze Age and The Early Iron Age (1200-900 B.C.) food production increased in the plain and the huts build around nuraghe were used to store large quantities of graminaceus plants. evidence of storage is provided by the numerous millstones, pestles and by a mezzanine floor with cylindrical silos, delimited by walls and insulated with clay. The archaeological excavation has discovered well-preserved wheat seed inside them.
 
da “L'ogliastra, archeologia”-Regione Sardegna


 



 

lunedì 22 dicembre 2014

Escursione a Matzanni del 21 Dicembre 2014

pozzo A

pozzo C

pozzo C

gola egizia del tempio punico

meritata pausa pranzo

910 m slm Cuccurdoni Mannu

San Sisinnio..oleastri e streghe..

le nostre feroci guardie del corpo

è proprio millenario



la special guest ;)  prof. Sedda racconta com'era il sito nel 1971

 



civiltà nuragico-punico?? mah


pozzo A

una delle tavole d'offerta

Pozzo A

lunedì 10 novembre 2014

Domus de Janas di Sant'Andrea Priu a Bonorva


 

La necropoli a domus de janas di Sant'Andrea Priu a Bonorva
 

 è costituita da una ventina di tombre scavate lungo un costone trachitico
nel neolitico recente (5000 anni fa circa!) in territorio di Bonorva. Questa tipologia tombale si ritrova in tutto il macino del Mediterraneo, anche se in Sardegna, abbiamo gli esempi più antichi. In Sardegna queste tombe vengono chiamate domus de janas, case delle fate, per le numerose leggende associate a misteriose fate che abitavano in queste grotticelle.

A Sant'Andrea Priu quasi tutte le tombe sono composte da più ambienti, nei quali venivano sepolti i defunti: la posizione sotterranea garantiva la rigenerazione del defunto, immerso nel grembo della Madre terra e accompagnato da oggetti s'uso e ornamenti, da utilizzare nella vita ultraterrena. In questi ambienti venivano anche svolti dei riti sacri, come testimoniano le coppelle scavate sulla roccia e destinate ad accogliere offerte.

Coppelle per le offerte
Una delle cose che più sorprendono osservando queste grotte artificiali e che esse vennero scavate con strumenti in pietra, non essendo ancora utilizzato, se non in maniera molto limitata, il metallo. Alcune di queste tombe vennero anche riutilizzate in periodo storico come la famosa Tomba del Capo, costituita da 18 vani e 14 cellette più piccole.  Il monumento ha subito alcune trasformazioni in età paleocristiana, bizantina e medioevale, quando fu adibita a luogo di culto, per poi essere consacrata nel 1313 come chiesa intitolata a Sant'Andrea. Troviamo degli affreschi di particolare bellezza datati al IV se. D.C e altri più tardi: scene del nuovo testamento  che riguardano la nascita e la vita di Gesù,  l'annunciazione, la strage degli Innocenti o il ritorno dall'Egitto della Sacra Famiglia.
Tomba del Capo
 

Sulla sommità della rupe si erge una singolare statua, denominata "Campanile" dagli anziani bonorvesi, che da alcuni studiosi è stata interpretata come una scultura monumentale, mutila della testa, che rappresenterebbe un toro, simbolo presente in tante altre necropoli a domus de janas dello stesso periodo e legato al tema della fertilità.

mercoledì 23 aprile 2014

Janas e domus de janas

Ci sono tantissime leggende sulle Janas che avrebbero abitato le domus. A Belvì, si narra ad es. che le gianas erano donne venute da paesi lontani, ricchissime e bellissime, che amavano gli uomini e fecero loro del bene, finché gli uomini furono buoni, ma quando essi divennero malvagi, le piccole fate, sdegnate, lasciarono per sempre i luoghi da loro abitati e si rifurgiarono nelle domus de janas. A Isili si racconta che queste piccolissime fate uscivano dalle loro buche soltanto dopo la mezzanotte per cucire ricamare   e lavare il bucato delle creature che dovevano mettere al mondo.
Gino Bottiglioni  “Leggende e tradizioni di Sardegna”

lunedì 14 aprile 2014

Archaeological sites in Sardinia.. Tharros

Tharros fu una città punico-romana fondata dai Fenici nel VIII secolo A.C. Si trova nel comune di Cabras, sulla penisola di Sinis. Il sito archeologico di  Tharros  affascina il visitatore sia per i resti di questa cittadina, un tempo centro fiorente, sia per la sua posizione con una splendida vista sul Golfo di Oristano e sul complesso del Monte Linas a sud. Sopra Tharros, si trova la  torre spagnola di San Giovanni, costruita con le pietre della città, ormai abbandonata nel 900 d C. a causa delle continue incursioni arabe. Le continue incursioni arabe fecero si che la popolazione cercasse rifugio più verso l’entroterra, dove oggi sorge la città di Oristano, protetti dietro gli stagni ad Oristano. Proseguendo il cammino sino al capo di San Marco, il promontorio a nord del Golfo di Oristano, si arriva dopo circa 5 kilometri, ad un moderno faro che rappresenta il punto estremo della penisola del Sinis. Il Sinis è l’area depressa del Golfo di Oristano, dal quale lo separano estesi cordoni sabbiosi che si interrompono soltanto lungo il canale di collegamento con il mare. E’ una laguna che si estende per 450 ettari con una profondità che varia dal mezzo metro al metro. Nella stagione estiva, con l'abbassarsi del livello dell'acqua, il fondo riemerge e lo specchio d'acqua si fraziona in diversi piccoli  stagni  tra i quali il più noto è quello di “Sa Mardini”.Il suo particolare ambiente caratterizzato da venti costanti, salsedine e scarsa piovosità, ha favorito la presenza di specie animali rilevanti, soprattutto di uccelli, ecco perché, dal punto di vista ornitologico è uno dei siti più importanti dell’intera  Sardegna. Il suo particolare ambiente, caratterizzato da venti costanti, salsedine e scarsa piovosità ha favorito la presenza di specie animali significative, soprattutto di uccelli, tanto che dal punto di vista ornitologico è uno dei siti più importanti della  Sardegna. Tra gli uccelli presenti ricordiamo: il fenicottero rosa, il cormorano, il pollo sultano, il falco di palude, il gabbiano reale, il gabbiano corso, il germano reale, le pernici di mare, l'airone e il martin pescatore.                                                               L'escursione comprende  la visita alla città di Tharros, alla Penisola del Sinis e alla chiesa Paleocristiana di San Giovanni. La Chiesa, eretta nel VI sec. d. C., si trova all'ingresso del borgo di San Giovanni di Sinis, sull'antica via che collegava Tharros a Cornus, in un'area su cui sorgevano prima una necropoli pagana ed in seguito un'area funeraria cristiana.

Tharros was founded by Phoenicians during the 8th century B.C. It is located in the municipality of Cabras, in the Sinis Mainland. The archeological site of Tharros bewitches visitors both for the ruins of the old commercial town and for its geographical position looking over Oristano Gulf and farther The Monte Linas range. Dominating the Tharros ruins there is The San Giovanni Tower built with the stones of Tharros, already abandoned in the 10th century A.C. because of the constant raids north African pirates perpetuated for years along Sardinian coasts. These constant incursions pushed local people to move inland where today we find Oristano, a safer place surrounded by lots of marshes. 
From Tharros we can reach “San Marco” Cape, the northern promontory of the Oristano Gulf, where an old lighthouse represents the extreme point of Sinis Mainland. Sinis is the depression ara of Oristano region, separated from it by extensive sandy strips. This is a lagoon which extends for 450 hectares, deep from 0.5 m to 1 m. The environment, characterized by constant winds, salinity and low rains, has favoured the presence of remarkable animal species, above of all: many birds. The most common birds are: pink flamingos, cormorant, marsh harrier, herring gull, sea partridge, heron. Ornithologically speaking, Sinis is one of the most important areas of Sardinia. 
The excursion includes a guided tour  into the Tharros ruins, the San Giovanni church and walking along the Sinis Peninsula. The San Giovanni church is sited at the entrance of the village of S.Giovanni di Sinis, along a modern road following the old street connecting Tharros to Cornus. The church was built in the 6th century A.D. On an area used as a necropolis, originally pagan and then Christian.