Sport, natura e cultura con le associazioni SensOrizzonte ASD e Inside Sardinia.
Partenza dal centro storico di Laconi, per visitare questo autentico gioiello del Sarcidano, il parco urbano di Aymerich e i suoi tesori naturalistici, storici e culturali. Il cedro del Libano, il castello medievale, le cascate, le grotte sono alcuni elementi di interesse che troveremo lungo il cammino. Proseguiremo attraverso il perimetro di Su Lau verso punta Carradore dove si erge la statua di Sant'Ignazio, patrono di Laconi. L'itinerario è lineare e non presenta particolari difficoltà tecniche, grazie al fondo sempre regolare che lo rende un ottimo campo di allenamento per la camminata sportiva il nordic walking.
La giornata è arricchita dalla visita guidata al castello medievale e al museo Menhir Museum di Laconi, museo della statuaria preistorica in Sardegna.
Dati tecnici:
Lunghezza: 11 km
Dislivello: 200 m
Durata: 3 h
Terreno: sterrato, mulattiera
Equipaggiamento: scarpe da nordic walking o trail running o hiking/trekking, abbondante scorta di acqua (almeno 1,5 litri a persona), pranzo al sacco.
Partenza da Cagliari alle ore 8 con auto propria.
Attività riservata ai soci.
Associazione culturale Inside Sardinia: info@insidesardinia.com – cell. 348.46.60.283 (Laura)
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Visualizzazione post con etichetta archeologia Sardegna. Mostra tutti i post
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lunedì 30 maggio 2016
martedì 6 ottobre 2015
Tortolì, sito archeologico S'Ortali e su Monti-The archaeological complex of S'Ortali e su Monti
Tortolì
, sito archeologico S'Ortali e su Monti
Il
complesso archeologico sorge su una collina di granito che domina una
vasta pianura nel litorale del lido di Orrì a Tortolì.
Il
sito comprende un nuraghe trilobato, un villaggio, due tombe di
giganti, dell'età del Bronzo medio e recente (1400-1300 a.C) e un
allineamento di menhir e una domus de janas appartenenti al
preesistente insiediamento del neolitico. Appartengono allo stesso
insediamento del neolitico la tomba ipogeica nel pressi della chiesa
campestre di San Salvatoree diversi menhir abbandonati nello spiazzo
della chiesa. La necropoli ipogeica di Monte Terli, nella collina
antistante conferma la frequentazione della pianura e la vocazione
agricola del territorio.
Durante
l'età del Bronzo gli insediamenti abitativi si sposano sulle colline
e sugli altopiani, denominati tacchi, che presidiano la linea di
costa e l'entroterra collegato al territorio montagnoso. La
costruzione del nuraghe de S'Ortali e Su Monti poteva garantire il
controllo del territorio e gestire le risorse produttive della zona.
Tra
la fine dell'età del Bronzo e la prima età del Ferro (1200-900 aC)
fu potenziata l'attività produttiva nella pianura e le capanne
attorno al nuraghe vennero utilizzate per conservare grandi quantità
di graminacee. All'interno delle capanne sono stati trovati numerosi
contenitori di grandi dimensioni per la conservazone di graminacee,
macine, pestelli e un piano rialzato sopra il quale furono realizzati
diversi piccoli silos cilindrici delimitati da muru e pareti isilate
con argilla per coservare il racolto, e resti di semi di grano in
buono stato di conservazione.
The
archaeological complex of S'Ortali e su Monti
The
archaeological complex stands on a hill of granite that dominates a
plain ant tha coastal stretch of Orrì. It comprises a complex
nuraghe, a village and 2 giant's tombs. The nuraghe settlement dates
back to the middle and late Bronze Age (1400-1300 BC) and lies above
the prevoius neolithic settlement, as can be seen by an underground
burial chamber and some menhirs that are still upright. The
underground burial chamber and some menhirs near the San Salvatore
church belong to the same neolithic settlement. The underground
burial chamber of Monte Terli, in front of the hill, is further proof
that the locations was settled in ancient times becaus of the fertile
plain.
During
the bronze age the settlements moved to the hills and the plateaus,
known as tacchi, which border the coastline and the hinterland
connected to the mountainous area. The complex nuraghe S'Ortali e Su
Monti could control the surrounding area and manage the plain's
important productive resources. during the Final Bronze Age and The
Early Iron Age (1200-900 B.C.) food production increased in the plain
and the huts build around nuraghe were used to store large quantities
of graminaceus plants. evidence of storage is provided by the
numerous millstones, pestles and by a mezzanine floor with
cylindrical silos, delimited by walls and insulated with clay. The
archaeological excavation has discovered well-preserved wheat seed
inside them.
da
“L'ogliastra, archeologia”-Regione Sardegna
lunedì 22 dicembre 2014
Escursione a Matzanni del 21 Dicembre 2014
pozzo A
pozzo C
pozzo C
gola egizia del tempio punico
meritata pausa pranzo
910 m slm Cuccurdoni Mannu
San Sisinnio..oleastri e streghe..
le nostre feroci guardie del corpo
è proprio millenario
la special guest ;) prof. Sedda racconta com'era il sito nel 1971
civiltà nuragico-punico?? mah
pozzo A
una delle tavole d'offerta
Pozzo A
lunedì 10 novembre 2014
Domus de Janas di Sant'Andrea Priu a Bonorva
La necropoli a domus de janas di Sant'Andrea Priu a Bonorva
è costituita da una ventina di tombre scavate
lungo un costone trachitico
nel neolitico
recente (5000 anni fa circa!) in territorio di Bonorva. Questa tipologia
tombale si ritrova in tutto il macino del Mediterraneo, anche se in Sardegna,
abbiamo gli esempi più antichi. In Sardegna queste tombe vengono chiamate domus
de janas, case delle fate, per le numerose leggende associate a misteriose fate
che abitavano in queste grotticelle.
A Sant'Andrea Priu
quasi tutte le tombe sono composte da più ambienti, nei quali venivano sepolti i
defunti: la posizione sotterranea garantiva la rigenerazione del defunto,
immerso nel grembo della Madre terra e accompagnato da oggetti s'uso e
ornamenti, da utilizzare nella vita ultraterrena. In questi ambienti venivano
anche svolti dei riti sacri, come testimoniano le coppelle scavate sulla roccia
e destinate ad accogliere offerte.
| Coppelle per le offerte |
Una delle cose che
più sorprendono osservando queste grotte artificiali e che esse vennero scavate
con strumenti in pietra, non essendo ancora utilizzato, se non in maniera molto
limitata, il metallo. Alcune di queste tombe vennero anche riutilizzate in periodo
storico come la famosa Tomba del Capo, costituita da 18 vani e 14 cellette più
piccole. Il monumento ha subito alcune
trasformazioni in età paleocristiana, bizantina e medioevale, quando fu
adibita a luogo di culto, per poi essere consacrata nel 1313 come chiesa
intitolata a Sant'Andrea. Troviamo degli affreschi di particolare bellezza
datati al IV se. D.C e altri più tardi: scene del nuovo testamento che riguardano la nascita e la vita di
Gesù, l'annunciazione, la strage degli
Innocenti o il ritorno dall'Egitto della Sacra Famiglia.
| Tomba del Capo |
Sulla sommità della
rupe si erge una singolare statua, denominata "Campanile" dagli anziani bonorvesi, che da alcuni studiosi è stata interpretata
come una scultura monumentale, mutila della testa, che rappresenterebbe un toro,
simbolo presente in tante altre necropoli a domus de janas dello stesso periodo
e legato al tema della fertilità.
venerdì 15 agosto 2014
martedì 20 maggio 2014
mercoledì 23 aprile 2014
Janas e domus de janas
Ci sono tantissime leggende sulle Janas che avrebbero abitato le domus. A Belvì, si narra ad es. che le gianas erano donne venute da paesi lontani, ricchissime e bellissime, che amavano gli uomini e fecero loro del bene, finché gli uomini furono buoni, ma quando essi divennero malvagi, le piccole fate, sdegnate, lasciarono per sempre i luoghi da loro abitati e si rifurgiarono nelle domus de janas. A Isili si racconta che queste piccolissime fate uscivano dalle loro buche soltanto dopo la mezzanotte per cucire ricamare e lavare il bucato delle creature che dovevano mettere al mondo.
Gino
Bottiglioni “Leggende e tradizioni di Sardegna”
lunedì 14 aprile 2014
Archaeological sites in Sardinia.. Tharros
Tharros fu una città punico-romana fondata dai Fenici nel VIII secolo A.C. Si trova nel comune di Cabras, sulla penisola di Sinis. Il sito archeologico di Tharros affascina il visitatore sia per i resti di questa cittadina, un tempo centro fiorente, sia per la sua posizione con una splendida vista sul Golfo di Oristano e sul complesso del Monte Linas a sud. Sopra Tharros, si trova la torre spagnola di San Giovanni, costruita con le pietre della città, ormai abbandonata nel 900 d C. a causa delle continue incursioni arabe. Le continue incursioni arabe fecero si che la popolazione cercasse rifugio più verso l’entroterra, dove oggi sorge la città di Oristano, protetti dietro gli stagni ad Oristano. Proseguendo il cammino sino al capo di San Marco, il promontorio a nord del Golfo di Oristano, si arriva dopo circa 5 kilometri, ad un moderno faro che rappresenta il punto estremo della penisola del Sinis. Il Sinis è l’area depressa del Golfo di Oristano, dal quale lo separano estesi cordoni sabbiosi che si interrompono soltanto lungo il canale di collegamento con il mare. E’ una laguna che si estende per 450 ettari con una profondità che varia dal mezzo metro al metro. Nella stagione estiva, con l'abbassarsi del livello dell'acqua, il fondo riemerge e lo specchio d'acqua si fraziona in diversi piccoli stagni tra i quali il più noto è quello di “Sa Mardini”.Il suo particolare ambiente caratterizzato da venti costanti, salsedine e scarsa piovosità, ha favorito la presenza di specie animali rilevanti, soprattutto di uccelli, ecco perché, dal punto di vista ornitologico è uno dei siti più importanti dell’intera Sardegna. Il suo particolare ambiente, caratterizzato da venti costanti, salsedine e scarsa piovosità ha favorito la presenza di specie animali significative, soprattutto di uccelli, tanto che dal punto di vista ornitologico è uno dei siti più importanti della Sardegna. Tra gli uccelli presenti ricordiamo: il fenicottero rosa, il cormorano, il pollo sultano, il falco di palude, il gabbiano reale, il gabbiano corso, il germano reale, le pernici di mare, l'airone e il martin pescatore. L'escursione comprende la visita alla città di Tharros, alla Penisola del Sinis e alla chiesa Paleocristiana di San Giovanni. La Chiesa, eretta nel VI sec. d. C., si trova all'ingresso del borgo di San Giovanni di Sinis, sull'antica via che collegava Tharros a Cornus, in un'area su cui sorgevano prima una necropoli pagana ed in seguito un'area funeraria cristiana.
Tharros was founded by Phoenicians during the 8th century B.C. It is located in the municipality of Cabras, in the Sinis Mainland. The archeological site of Tharros bewitches visitors both for the ruins of the old commercial town and for its geographical position looking over Oristano Gulf and farther The Monte Linas range. Dominating the Tharros ruins there is The San Giovanni Tower built with the stones of Tharros, already abandoned in the 10th century A.C. because of the constant raids north African pirates perpetuated for years along Sardinian coasts. These constant incursions pushed local people to move inland where today we find Oristano, a safer place surrounded by lots of marshes.
From Tharros we can reach “San Marco” Cape, the northern promontory of the Oristano Gulf, where an old lighthouse represents the extreme point of Sinis Mainland. Sinis is the depression ara of Oristano region, separated from it by extensive sandy strips. This is a lagoon which extends for 450 hectares, deep from 0.5 m to 1 m. The environment, characterized by constant winds, salinity and low rains, has favoured the presence of remarkable animal species, above of all: many birds. The most common birds are: pink flamingos, cormorant, marsh harrier, herring gull, sea partridge, heron. Ornithologically speaking, Sinis is one of the most important areas of Sardinia.
The excursion includes a guided tour into the Tharros ruins, the San Giovanni church and walking along the Sinis Peninsula. The San Giovanni church is sited at the entrance of the village of S.Giovanni di Sinis, along a modern road following the old street connecting Tharros to Cornus. The church was built in the 6th century A.D. On an area used as a necropolis, originally pagan and then Christian.
Tharros was founded by Phoenicians during the 8th century B.C. It is located in the municipality of Cabras, in the Sinis Mainland. The archeological site of Tharros bewitches visitors both for the ruins of the old commercial town and for its geographical position looking over Oristano Gulf and farther The Monte Linas range. Dominating the Tharros ruins there is The San Giovanni Tower built with the stones of Tharros, already abandoned in the 10th century A.C. because of the constant raids north African pirates perpetuated for years along Sardinian coasts. These constant incursions pushed local people to move inland where today we find Oristano, a safer place surrounded by lots of marshes.
From Tharros we can reach “San Marco” Cape, the northern promontory of the Oristano Gulf, where an old lighthouse represents the extreme point of Sinis Mainland. Sinis is the depression ara of Oristano region, separated from it by extensive sandy strips. This is a lagoon which extends for 450 hectares, deep from 0.5 m to 1 m. The environment, characterized by constant winds, salinity and low rains, has favoured the presence of remarkable animal species, above of all: many birds. The most common birds are: pink flamingos, cormorant, marsh harrier, herring gull, sea partridge, heron. Ornithologically speaking, Sinis is one of the most important areas of Sardinia.
The excursion includes a guided tour into the Tharros ruins, the San Giovanni church and walking along the Sinis Peninsula. The San Giovanni church is sited at the entrance of the village of S.Giovanni di Sinis, along a modern road following the old street connecting Tharros to Cornus. The church was built in the 6th century A.D. On an area used as a necropolis, originally pagan and then Christian.
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