Banner

Visualizzazione post con etichetta maschere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maschere. Mostra tutti i post

venerdì 6 marzo 2015

Il riso sardonico

Gli antichi scrittori parlano di un’erba che nasceva in Sardegna simile alla melissa e che aveva il potere di uccidere gli uomini lasciando loro un sorriso sulle labbra. Virgilio nelle Egloghe parla di “herba sardonia”. Non possiamo sapere se in tempi lontani esistesse un’erba simile, o un composto di varie erbe, che facesse contrarre i muscoli facciali fino a far sembrare che si morisse ridendo, ma è rimasto in uso il detto, citato pure da Omero, sul riso sardonico. Timeo, scriveva che questa espressione traeva origine dall'usanza che vi era in Sardegna di uccidere i vecchi genitori, offrendoli in sacrificio al dio Kronos, da parte dei propri figli anch'essi inebriati da quest'erba. Quest’erba riduceva le sofferenze dei vecchi e ne accelerava la morte, inoltre le sostanze tossiche in essa contenute  provocavano la chiusura delle labbra, mettendo in evidenza i denti e simulando un’espressione di riso. Quindi al riso dei figli durante il rito si accompagnava il riso dei morenti in una sorta di trionfo sulla morte. Qualcuno ha individuato  l’herba sardonia nella “oenanthe crocata”, più comunemente detto finocchio d'acqua. E’un fatto curioso che successivamente  il riso sardonico sia stato usato per indicare la smorfia convulsiva con stiramento degli angoli della bocca prodotta da uno spasmo dei nervi facciali, specialmente nei malati di tetano.

venerdì 30 gennaio 2015

Mamuthones e Issohadores



Le maschere tipiche della sfilata di carnevale di Mammoiada sono quelle del Mamuthone e quella dell’Issohadore ( o Issocadore) . Il nome Issocadore deriva dalla “so’a (o soca)”, ovvero la corda usata per catturare gli animali. L’Issohadore è l’immagine del vincitore, mentre il Mamuthone rappresenta la bestia soggiogata. I tratti marcati della sua maschera rappresentano l’angoscia per la sottomissione, questi tratti così netti ricordano moltissimo le sculture africane. I campanacci sulle spalle dei Mamuthones vogliono accentuare ancor di più l’umiliazione a cui è sottoposto. Il Mamuthone è l’immagine del vinto, dello sconfitto.  La maschera facciale del Mamuthone è nera e viene assicurata al viso mediante cinghiettine di cuoio e contornata da un fazzoletto di foggia femminile. Il corpo del Mamuthone viene ricoperto da pelli di pecora nera, mentre sulla schiena sono sistemati una serie di campanacci. L’Issohadore, oltre alla maschera bianca,  indossa un copricapo ‘sa berritta’, un corpetto rosso, camicia e pantaloni bianchi, bottoni in oro, una bandoliera di campanellini in bronzo, lo scialletto, le ghette in orbace, scarponi in pelle e in mano porta la fune “sa so’a”

La sfilata di Carnevale avviene in modo molto rigoroso, due file parallele di Mamuthones procedono con ai lati gli Issohadores. I Mamuthones si muovono con passo cadenzato, facendo così risuonare i campanacci. Gli Issohadores li guidano come se fossero una mandria e lanciano la corda per “catturare” giovani donne tra la folla, segno di buon auspicio e di fertilità. Le due figure si distinguono per i vestiti ma anche per il modo di muoversi all'interno della processione. I Mamuthones procedono in maniera stanca e in silenzio, mentre gli Issohadores,  che vestono in maniera colorata, danno più movimento alla processione. 
L’origine di queste due maschere si perde nella notte dei tempi e sottolinea, pur avendo chiaro il proprio ruolo di dominante e dominato, lo stretto legame tra pastori e animali che è tipico delle culture agro-pastorali.