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mercoledì 30 aprile 2014

Lago Omodeo

Il lago Omodeo è un lago artificiale della Sardegna e si trova nella provincia di Oristano.  Fu il primo bacino artificiale realizzato nell’isola, grazie alla costruzione della diga di Santa Chiara, presso Ulà Tirso. La costruzione della diga venne iniziata nel 1918, fu completata nei primi mesi del 1924, e dava vita al più grande lago artificiale d’Europa con una capacità massima di 403 milioni cubi d’acqua. Venne inaugurata ufficialmente il 28 aprile 1924 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. I lavori della costruzione del lago Omodeo rientravano nell’ampio progetto di bonifica della pianura di Oristano. Il progetto era dell’ingegner Angelo Omodeo che aveva alle spalle l’esperienza di costruzione delle grandi dighe sul Nilo. La costruzione fu completata in cinque anni, sotto la direzione dell'ingegner Giulio Dolcetta e vi furono impiegati circa 16000 operai. Il bacino era lungo 22 km e largo 3 km. Doveva servire a regolare le piene del fiume Tirso, produrre energia elettrica e fornire l’acqua per l’irrigazione della Pianura del Campidano.  Nota dolente: la costruzione del bacino determinò la sommersione di alcuni siti archeologici (nuraghi, tombe di giganti e l’insediamento pre-nuragico di “Serra Linta”). Questi resti si possono ancora vedere, ma solo dalla primavera inoltrata all’autunno, cioè quando il lago in parte si prosciuga e si individuano allora, anche a grande distanza, perché il terreno è pianeggiante e sgombro dalla vegetazione. Questi resti che si vedono si presentano di colore uniforme al terreno a causa del limo che si deposita con il prosciugamento dell’acqua. Purtroppo parte di questi resti fu smantellata già all’inizio dell’Ottocento per costruire muretti a secco. In certi punti si conservano pochi filari di pietre, mentre in altri punti i basamenti sono più integri e presentano dei recinti intorno alla torre centrale. Sempre a causa della costruzione del bacino, venne sommerso anche il villaggio di Zuri, poi edificato su un’altura poco distante dal Lago,  e l’antica chiesa romanica del villaggio, dedicata a San Pietro Apostolo, chiesa che venne smontata letteralmente pietra per pietra e ricostruita nell’attuale posizione. Durante la Seconda Guerra Mondiale la diga subì dei danni causati dalle bombe che aerei inglesi vi sganciarono. Nel 1982 si provvide ad ampliare il bacino con la costruzione di un’altra diga più a valle, nel territorio di Busachi. I lavori terminarono nel 1997, quando fu inaugurata la nuova diga, intitolata a Eleonora d’Arborea. Il nuovo sbarramento è alto 120 metri e lungo 582 metri. La capacità dell’invaso è arrivata ora a 792 milioni di metri cubi d’acqua. Il lago Omodeo è divenuto oggi una meta turistica rinomata, perché è circondato da altopiani basaltici ed aspre montagne che conservano il sapore di una Sardegna selvaggia e affascinante.