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lunedì 24 novembre 2014

Monti Prama e i suoi Giganti

 
 
La necropoli di Monti Prama, con le sue monumentali Statue, è un sito unico in Sardegna.
Le Statue, che rappresentano pugilatori, arcieri e guerrieri, dovevano marcare con forza il territorio, attraverso l’ostentazione dei valori riconosciuti di una comunità che, secondo alcuni studiosi, era diventato la più potente o, tra le più potenti in tutta l’isola.
Il Sinis è una zona ricca di risorse: stagni, lagune e mare, il terreno è fertile e si raggiungono facilmente aree ricche di risorse minerarie (compreso il monte Arci). La costa permette facili e sicuri approdi, come a Tharros. In questa terra felice, alcune comunità iniziano ad emergere tra le altre.
Ad un certo punto dell’età del Ferro, nel IX sec. a.C. una, o più comunità, individuano un’area da destinare a necropoli, in cui i defunti sono sepolti in pozzetti. I contatti con gli stranieri levantini si fanno più frequenti e la comunità sente l’esigenza di ostentare la propria superiorità. L’area viene pavimentata e vengono create nuove tombe a pozzetto, ricoperte da lastroni, sopra i quali vengono posizionate imponenti statue.
È evidente l’influsso della grande statuaria giunta da oriente: i membri delle famiglie integrano questo nuovo concetto e lo adattano alla piccola bronzistica figurata nuragica, introducendo solo pochi dettagli stranieri nell’abbigliamento, forse all’inizio, con il supporto di artigiani esterni.
Secondo alcuni studiosi, dunque, gestire il rapporto con gli stranieri, da cui si ricevono in dono oggetti preziosi, che vengono esibiti in luoghi e situazioni particolari, assicura e rafforza l’autorevolezza.
Le statue rappresentano la volontà di monumentalizzazione e raffigurano i valori della comunità: virtù militare, sfera religiosa, mito di fondazione, dove i defunti assurgono al rango di antenati della stirpe asserendo il diritto al potere della comunità.
 
 
Il viaggiatore percorrendo la strada che passava in prossimità delle statue, veniva pervaso da un’aura sacrale, che incuteva a chi passava rispetto, riverenza e timore.
Per quanto riguarda la distruzione di questo Heroon gli archeologi non sono d’accordo.
Secondo Raimondo Zucca la distruzione potrebbe essere legata alla nascita della vicina Tharros: potrebbe, cioè, riferirsi ad un momento in cui il popolo sardo-fenicio di Tharros, volle liberarsi dagli esosi prelievi  sulle merci, veicolate nel porto e controllate dalle comunità sarde, che avevano eretto lungo l’unica via di collegamento tra il porto e le fertili piane del campidano settentrionale e le miniere del Montiferru i KOLOSSOI di Monte Prama.
Queste sono solo ipotesi, intanto gli scavi continuano....
Bibliografia: I Giganti di Pietra, A. Bedini, C. Tronchetti, G. Ugas, R. Zucca.