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martedì 13 gennaio 2015

Macchia Mediterranea. Lentisco e olio di lentisco

 

Il lentisco (Pistacia lentiscus)è una specie diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo prevalentemente nelle regioni costiere, in pianura e in bassa collina.
Il nome scientifico Pistacia lentiscus suggerisce parentele con il terebinto (Pistacia terebinthus) ed il pistacchio (Pistacia vera). Le sue foglie sono alterne, ovato-ellittiche, interamente glabre e di colore verde intenso. I fiori sono piccoli, verdognoli o rossastri, distinti in fiori femminili e maschili.
Il frutto è una piccola drupa sferica di colore rosso acceso. La fioritura ha luogo in tarda primavera, mentre i frutti giungono a piena maturazione ad inverno inoltrato.Numerosi autori classici greci e romani parlano di un uso intensivo di tutte le parti dell’arbusto: il legno, i frutti, le galle, la resina e le foglie.
 
Il lentisco è stato per secoli usato dall'uomo, che ne ricavava dai suoi frutti un olio che aveva molteplici impieghi. L’utilizzo dell’olio di lentisco ha origini antichissime, Plinio il Vecchio nell’opera Naturalis Historiae raccomandava l’impiego dell’olio di lentisco per la tintura dei capelli in rosso “E questa [la feccia dell’aceto] arsa acquista più vigore. Allora impiastricciata con l’aggiunta di olio di lentisco in una sola notte rende rossi i capelli”. A partire dal XX secolo, l’industrializzazione e l’agricoltura intensiva ed uniforme.
 
L’uso alimentare è stato di recente riproposto anche a seguito della ricerca condotta da Dan Buettner per la NationalGeographic sulla longevità in alcune aree della Sardegna  dove l’olio di lentisco rientra tra quelle sostanze che preservano dall’invecchiamento, ribattezzando lo stesso l’elisir di lunga vita
L’olio di lentisco, soprattutto se spremuto a freddo, ha una buona concentrazione di vitamina E, simile a quella che si ritrova nell’olio d’oliva extravergine, una buona concentrazione di polifenoli, alcuni oggetto di studi per il potenziale ruolo nutrizionale e si distingue per 2 acidi grassi, l’acido linoleico coniugato (CLA) e l’acido anacardico che, benché presenti in basse concentrazioni, hanno importanti proprietà nutraceutiche.
Un cucchiaino prima dei pasti è in grado di contenere l’assorbimento dei grassi favorendo l’abbassamento del colesterolo nel sangue.
E' utile inoltre:
- per lenire traumi e dolori articolari e muscolari
- sulle scottature e pelle stressata da sole e vento
- su dermatiti eczemi etc..
- ridare luminosità e morbidezza a pelle invecchiata
- idratante della pelle e cicatrizzante
- come antibatterico e antimicotico.
In Sardegna l'olio di lentisco (oll'e stincu) è stato fino al XX secolo il grasso alimentare vegetale succedaneo dell'olio d'oliva e dell'olio di olivastro. L'olio d'oliva di una certa qualità era infatti destinato ai ricchi e alle occasioni particolari, mentre l'olio di lentisco era destinato alle mense dei poveri, a cui si faceva largo ricorso in periodi di carestia e in occasioni di scarso raccolto dagli olivi e dagli olivastri.
La tradizione dell'olio di lentisco come grasso alimentare si è persa nella metà del XX secolo quando  si è avuta una maggiore diffusione prima dell'olio d'oliva e poi degli oli di semi.