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lunedì 16 marzo 2015

artemia salina

L'Artemia salina è frequentemente utilizzata come alimento per i pesci d'acquario e a questo scopo spesso viene allevata dagli acquariofili. Si tratta di un piccolo crostaceo, lungo da 5 a 7 millimetri, noto anche come “scimmia di mare”, presente nelle acque salate, appartenente al genere Artemia, unico genere della famiglia Artemidae.
E’ una specie cosmopolita che ha sviluppato adattamenti a condizioni di vita estrema che le consentono di vivere in ambienti ostili quali le pozze delle saline caratterizzate da alta salinità e da periodica evaporazione dell’acqua. L’essiccamento delle pozze in cui vive è superato grazie alla deposizione di uova durature (cisti) in grado di rimanere in uno stato di riposo per lunghi periodi, anche vari anni, fino a quando non si ripresentano condizioni favorevoli al loro sviluppo. L’artemia salina è ricca di betacarotene, un pigmento rosso-arancio, che si deposita nelle penne in sviluppo dei fenicotteri, conferendo loro il caratteristico colore rosa. Generalmente, l’artemia salina si nutre di fitoplancton e batteri, in pratica di ogni biotipo tra 1 e 50 micron. Ogni soggetto può vivere circa 2 anni e genera, nel corso della sua esistenza, 300-440 naupli (le larve primitive dei crostacei inferiori). Sopravvive nell'intervallo termico compreso tra 5 e 40 °C, indifferentemente in acque quasi dolci o salate.